
10 mar 2024
Ma conviene davvero per un medico andare a lavorare a Dubai?
Leggi l'articolo completo su "La Stampa" a cura di Alessandro Mondo: https://www.lastampa.it/torino/2024/03/10/news/medici_dubai_trasferimento_lavoro-14134277/
Ma conviene davvero per un medico andare a lavorare a Dubai?
Non solo Svizzera, Regno Unito, Svezia. La “mobilità passiva” dei medici che scelgono di trasferirsi all’estero ha raggiunto mete assai più lontane: dall’Arabia Saudita al Quatar, agli Emirati Arabi.
Paesi, gli ultimi tre, che secondo i dati della Associazione medici di origine straniera in Italia, Amsi, investono circa il 10% del Pil in Sanità, contano su strutture all'avanguardia e macchinari di ultima generazione.
Non tutti hanno i titoli
«Nel periodo post Covid le richieste da parte di medici interessati a trasferirsi a Dubai sono state più di 20 al mese, ma quelle che abbiamo preso in considerazione dopo la disamina dei vari profili sono state appena un paio al mese.
Contrariamente a quanto è stato diffuso in Italia, è errato lasciar credere che gli Emirati accolgano tutti i medici richiedenti: Dubai cerca eccellenze per sviluppare un mercato di soli talenti».
Significa molte cose: dalle più elementari, come la perfetta conoscenza dell’inglese, al tipo di specializzazione (alcune negli Emirati non hanno mercato, altre non sono riconosciute), ai titoli da produrre.
Solo trasferimenti definitivi o a lungo termine
Un altro equivoco riguarda la permanenza: «È un'altra leva utilizzata nel mercato italiano per illudere i professionisti incappati in false promesse divulgate tramite social.
Poiché Dubai cerca solo le eccellenze, l’Emirato è interessato a professionisti che investono su se stessi, disposti ad impiegare il proprio tempo sul territorio full time.
Quindi, se non è un trasferimento definitivo, si deve prevedere un lungo termine». Insomma: «Lavorare a Dubai non può essere una scelta itinerante».
Fino al triplo degli stipendi
Quanto all’offerta, «la variazione degli incentivi è fortemente influenzata dalla natura del contratto di assunzione: ad esempio la durata dell'impiego e l’esperienza comprovata del professionista.
In base al tipo di contratto, i medici possono usufruire di numerosi benefici, che potrebbero includere assicurazioni sanitarie estese, alloggio agevolato o persino supporto per l'istruzione dei figli».
E gli stipendi? «Partono da una base almeno doppia rispetto all'Italia, ma possono facilmente raggiungere cifre fino a tre volte maggiori per la stessa mansione, e con meno carico di lavoro. In alcuni casi, esistono ulteriori agevolazioni per chi ha famiglia al seguito».
Una scelta per la vita, da soppesare con cura.
Alessandri Mondo - La Stampa
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